“Casablanca”, M.Curtiz

Stasera (giovedì 31 marzo) alle 21 su tv2000 (canale numero 28 dt / 140 sky), un classico fra i classici. Quale migliore occasione per un commento?

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Intrigante mélange di poliziesco, melodramma, romance e film di guerra, Casablanca è ambientato (guarda un po’) a Casablanca, nel 1941, in un Marocco ancora francese, ma occupato dai nazisti, che danno la caccia a un famoso rivoluzionario ungherese, Victor Laszlo. Gli uni e l’altro, accompagnato dalla moglie Ilse, si recano al café di Rick (Humphrey Bogart), ove i clienti tendono e sventano complotti, oltre a bere e giocare d’azzardo. Il forte sentimento fra Rick e la moglie di Laszlo complicherà i già imprevedibili eventi.

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Questo film appartiene a (ed esemplifica in sè) l’età d’oro di Hollywood, esibendo un perfetto equilibrio fra umorismo e tensione, pizzicando le corde del sentimentale senza mai tracimare nel patetismo. Si tratta insomma di un’epica contemporanea, felicemente priva dei fronzoli tragici in cui indugia Ben Hur, un altro esponente della Golden Hollywood. Come spesso accade nell’epica, i personaggi sono in realtà archetipi: l’idealista Laszlo, il barbaro Strasser, il cinico anti-eroe Rick, il furfantesco Renault; tuttavia, come giustamente sottolinea Eco (1984), “due clichés ci fanno ridere, ma un centinaio di clichés ci commuovono”. Così accadde nei poemi omerici, così accade per Casablanca in cui pure imperversa un elemento tipicamente postmoderno – l’ironia – che lo previene dunque dalla roboante, tronfia e ottusa boria di certi classici dell’epica contemporanea (vedi alla voce Interstellar) e lo salva forse da quella critica severa, di manierismo e implausibilità, mossagli dallo stesso Eco.

Insomma, un film disonesto e adorabile, gradasso e autoironico, cinico e romantico, esattamente come l’indimenticabile Rick/Bogart.

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3 Pensieri su &Idquo;“Casablanca”, M.Curtiz

  1. Indimenticabile
    Come fai a dimenticare certe battute (se mi occupassi di voi, Ugarte, vi disprezzerei)?
    Come fai a non essere colpito dall’idea naif che avevano in America della Resistenza (Lazlo sempre vestito all’ultima moda, con abiti perfettamente stirati… capo di un “fronte clandestino” diramato anche a Berlino)?
    Coma fai a dimenticare il personaggio comico del capitano Tondelli, dei servizi segreti italiani (servizi che anche oggi non sai che fanno più piangere che ridere)?

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    • Ci vorrebbe un post a parte per elogiare gli splendidi dialoghi (Yvonne: Rick, dove sei stato ieri sera?
      Rick: è passato tanto tempo, non me ne ricordo.
      Yvonne: Ci vedremo stasera?
      Rick: non faccio mai piani così in anticipo).
      Ed è proprio quell’atmosfera naif, il costante ammiccamento allo spettatore a renderlo brillante; fra l’altro il personaggio di Tondelli fu parzialmente tagliato nell’edizione italiana.
      Anche se il mio preferito è decisamente Renault…
      R

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  2. Pingback: Provaci ancora, Sam | la malaParte

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