“La Conversazione”, F.F. Coppola

Lunedì 14 marzo 2016 alle 23 passano su Paramount Channel (27 del digitale terrestre) “La Conversazione”, un film eccellente che oscilla fra noir, thriller ed esistenzialismo urbano. Colgo l’occasione per commentarlo.

hero_EB20010204REVIEWS08102040301AR.jpg“La Conversazione” è la storia di un investigatore privato, Harry Caul (Gene Hackman), esperto in intercettazioni e tecniche di sorveglianza e spionaggio, guardato dai colleghi come un asso della categoria. Caul è anche un uomo solo, ferventemente cattolico, ossessionato dalla propria privacy e con problemi evidenti di sociopatia, la cui unica passione al di là del lavoro sembra essere il sassofono.

Il film è dunque, almeno in parte, un desolante ritratto dell’uomo nel contesto urbano contemporaneo, afflitto da isolamento, solitudine, aridità, alienazione e tendenze paranoidi. Ritratto ispirato, come rivelato da Coppola, al malinconico “Lupo della steppa” di Hermann Hesse.

The-Conversation-saxophoneLa narrazione ruota intorno a una conversazione registrata da Caul su commissione di un cliente, e che pone un serio interrogativo etico per il piantone in quanto la consegna del nastro potrebbe condurre a un efferato omicidio. Si palesa così un secondo ovvio riferimento, questa volta cinematografico, il “Blow-Up” di Antonioni (che ispirò anche De Palma).

Accompagnata dal magnifico tema jazz di David Shire, l’indagine abbandona a tratti il ritratto psicologico e il dilemma morale, trasformandosi in arguto discorso sociologico sul ruolo e l’impatto della tecnologia sulle nostre vite, pervaso da echi orwelliani e suggestioni (forse) heideggeriane laddove insinua che la relativa padronanza di una qualsiasi tecnologia equivale in realtà a un’assoluta dipendenza. Un po’ come per Diogene, che si liberò della ciotola quando comprese di poter tenere il cibo in mano.

Oltre all’eccellente interpretazione di Gene Hackman (forse il miglior attore americano del decennio ’70), si segnalano un giovanissimo e sbarbato Harrison Ford e il gustoso piano sequenza iniziale, che varrebbe da solo il prezzo del biglietto.

8/10

the-conversation.jpg

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