Ven 24 maggio, Rai 3, 21:05 – Roma città aperta, R. Rossellini, Drammatico

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TRAMA

La lotta della popolazione civile contro l’occupazione di Roma è raccontata attraverso le gesta di alcuni civili, un ingegnere, un sacerdote, alcuni popolani, tutti accomunati da un sentimento di ostilità nei confronti delle barbarie dei nazifascisti.

CRITICA

Originariamente concepito come un documentario su don Morosini, sacerdote realmente esistito e che fu vittima dei nazisti, “Roma città aperta” certamente si avvale della straordinaria interpretazione di Aldo Fabrizi, ma si configura in realtà come una rappresentazione corale del dramma di un popolo sottomesso e umiliato da un nemico violento.

Nonostante una certa retorica tendente a un’epica populista, il film si pone come incisivo spartiacque nella modernità del cinema italiano: da una parte partecipando con tono enfatico a una richiesta di impegno ideologico e dall’altra, da un punto di vista artistico, quasi fondando una corrente espressiva che prenderà il nome di “Neorealismo”, e che diverrà poi, insieme ad altri generi, tipicamente rappresentativa del cinema nostrano.

Perfetto equilibrio dunque fra l’esigenza di mantenere un’accurata coscienza storica e la disinvoltura della narrazione.

9/10

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