Shining e l’imperialismo americano. Di R.C.

Girovagando nell’etere digitale, mi sono imbattuto in un’interessante interpretazione del celebre horror di Stanley Kubrick. Il giornalista B. Blakemore e lo sceneggiatore J. Capo hanno ravvisato in Shining vari indizi che sembrano propendere per una critica all’imperialismo americano e al genocidio perpetrato nei confronti dei nativi.

Gli indizi sono i seguenti:

-l’Overlook Hotel è stato costruito su un antico cimitero indiano.

-nell’hotel appaiono un logo con un nativo americano (nella cucina, sopra una confezione di farina), varie opere d’arte composte da nativi, e infine l’omicidio di Hallorann viene compiuto su un tappeto che presenta motivi tipicamente indiani.

-Jack Torrance cita il poema di Kypling Il fardello dell’uomo bianco, emblema dell’eurocentrismo che funse da giustificazione culturale per il colonialismo imposto dall’Occidente nei confronti delle popolazioni sottomesse.

-la carrellata finale si sofferma sulla celebre foto in bianco e nero che indica la data del 4 luglio 1921. Il 4 luglio è il giorno dell’Indipendenza, tradizionale festa americana. Tale dettaglio non potrebbe certo essere casuale ed significherebbe che il benessere americano è stato edificato sulla violenza sistematica contro le minoranze oppresse.

Una tesi suggestiva, fra l’altro suffragata dal notevole interesse che Kubrick ha mostrato, lungo la sua filmografia, per la violenza come fenomeno antropologico e la natura controversa e problematica della guerra.

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