“This must be the place”, di P. Sorrentino, road movie/grottesco. Recensione di I.S.

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Trama

Cheyenne (Sean Penn) è una rock-star di mezza età che nonostante il ritiro dalle scene continua a truccarsi e vestirsi allo stesso modo di quando saliva sul palco. Valgono a poco i tentativi della moglie Jane (Frances McDormand) di aiutarlo a superare il trauma che lo ha spinto all’abbandono delle scene.

Avvisato delle gravi condizioni di salute in cui versa il padre, con cui ha da sempre un rapporto difficile, arriva troppo tardi al suo capezzale. Intraprende allora un lungo, strambo viaggio alla ricerca dell’ufficiale nazista che umiliò il genitore in un campo di concentramento, settant’anni prima.

Critica (attenzione: può contenere spoiler)

Questa storia, descritta appieno dall’aggettivo “grottesca” in ogni sua possibile accezione, sia positiva che negativa, sfugge ad ogni ordinaria classificazione. Non è certamente un film drammatico tout court, ma sarebbe improprio definirla una commedia. È in parte un on the road e in parte una timida riflessione sulla crudeltà, la vendetta, l’arte, dove si riconosce senz’altro l’influenza dei Coen per il sarcasmo caustico, gli spazi desolati e l’abbondante varietà di personaggi (ancora una volta) grotteschi. È, essenzialmente, la storia di un viaggio di formazione di un giovane di mezza età, categoria che sembra essere al giorno d’oggi sempre più numerosa.

Gli spunti di riflessione sono tuttavia poco sviluppati e il film pare a volte esitare, cadendo preda di quella stessa imprevedibile confusione che forse voleva esserne il punto di forza. L’elemento picaresco è troppo debole per essere goduto a fondo. Il sarcasmo non sempre è efficace e si intravede una cornice di piatto moralismo che lo rende di fatto scontato nelle intenzioni e nelle conclusioni, sia narrative che intellettuali. Paga, forse, la difficoltà dell’argomento trattato, cucinato in un milione di salse.

Restano comunque più che godibili la colonna sonora, la fotografia, alcune scene e dialoghi riusciti e l’interpretazione, appropriata anche se non brillante, di Sean Penn.

6/10

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